Bouvard et Pécuchet

Ho appena finito di leggere “Bouvard et Pécuchet” di Gustave Flaubert, un libro che mi ero ripromesso di “far mio” fin dai tempi della quinta liceo linguistico. Il riassunto del romanzo, come mi era stato presentato nel manuale di Letteratura Francese mi aveva immensamente affascinato. Negli anni, poi, avevo sempre rimandato l’acquisto e la lettura, fino a poco tempo fa.
Che dire? E’ un capolavoro assoluto, attuale, comico e raffinato. Scopro l’acqua calda? Certo che sì… solo che raramente si pensa a questo libro quando si pensa a Flaubert. Forse perché è incompiuto, forse perché non è ben rifinito nella frase e forse perché Flaubert non l’avrebbe mai fatto leggere a nessuno così, senza il suo leggendario lavoro di pulizia.
La storia è nota: due copisti decidono (uno vedovo l’altro vergine) decidono di dedicare la loro vita al sapere e dall’inizio alla fine il libro è uno spassosissimo viaggio nella stupidità della cultura popolare. La Francia di Napoleone III era già una specie di pappa postmoderna, con la Chiesa contro gli Swedenborghiani e i comunisti che stavano nel gruppo degli utopisti più strampalati. La feroce satira di Flaubert, bersagli l’enciclopedia, il compendio, il vocabolario e tutto quanto era sintomo della cultura popolare, potrebbe benissimo essere indirizzata anche al mondo culturale di oggi (con Internet e la TV e i best seller - giallisti compresi). Un mondo votato, va da sé, al fallimento.
Chi di voi Maltese Bloggers ha letto questo capolavoro?
Postato da Marco Drago

14 Responses

  1. Io l’ho letto qualche anno fa, subito dopo Salammbò. Ricordo che ho fatto un po’ di fatica a leggerlo, forse proprio perché è una prima stesura, non so. Mi sa che lo riprendo in mano.

    R4 - Giugno 30th, 2006 at 6:25 pm
  2. Io pure lo lessi tempo fa; mia sorella, iscritta a Lingue, io ancora liceale, mi dava da leggere i SUOI libri per i SUOI esami.

    cristianaeffe - Luglio 1st, 2006 at 2:31 pm
  3. mio dio che noia straziante ogni volta che qualcuno scopre che gli autori di due tre quattro cinque secoli fa sono ancora attuali, come se l’uomo cambiasse la sua natura in due tre quattro cinque secoli per favore non ditelo più usate altre parole non usate più il pattern “feroce satira” o tra cinque secoli saremo ancora qui a stupirci di quanto tutto è sempre stato uguale a sempre

    pedigoldo - Luglio 1st, 2006 at 8:46 pm
  4. Oh, Pedigoldo, scusa… non intendevo urtare il tuo Supremo Gusto. Il pattern! Il pattern!!!

    Drago - Luglio 2nd, 2006 at 9:49 am
  5. Soprattutto non bisognerebbe lanciare anatemi contro “feroce satira” scrivendo “noia straziante”.

    Cano - Luglio 2nd, 2006 at 10:18 am
  6. Io l’ho letto un po’ meno di dieci anni fa. Non mi causò lo stesso trip di goduria che mi diedero “Madame Bovary” (forse mio romanzo prediletto in assoluto…) e “L’educazione sentimentale”. Mi parve anzi un po’ noiosetto.

    davide l. malesi - Luglio 2nd, 2006 at 10:23 am
  7. (ps. su “Madame Bovary” come romanzo mio prediletto in certi periodi ho dei dubbi, e vien scavalcato da “Le relazioni pericolose” di De Laclos. Diciamo che li salverei entrambi, suvvia)

    davide l. malesi - Luglio 2nd, 2006 at 10:24 am
  8. Ho scoperto chi è Pedigoldo (mi si è rivelato) e dunque ritiro quanto stizzosamente affermato. :-)

    Drago - Luglio 3rd, 2006 at 12:01 pm
  9. Chiedo scusa anch’io, ma sembrava proprio un troll!

    Cano - Luglio 3rd, 2006 at 12:24 pm
  10. B&P è un capolavoro assoluto. E’ un grandissimo romanzo sull’amicizia. Il sogno di Flaubert era scrivere un romanzo fondato esclusivamente sullo stile, una sorta di grado zero della letteratura ante litteram. Ci è riuscito. Quanto al dibattito, propongo di non parlare più di noia, non è una categoria estetica. Molti romanzi europei giudicati noiosi perché non vi accade nulla sono assai più interessanti di molti romanzi americani giudicati divertenti e ricchi di colpi di scena.

    dege - Luglio 3rd, 2006 at 6:25 pm
  11. caro marco drago, lo sai che sei citato, insieme a zolle, sul numero corrente della settimana enigmistica (n. 3875 del 1 luglio, p. 38, gioco degli “anagrammi illustrati”)? non so come, ma sento confusamente che c’entra con il tema di questo post.

    emma bois - Luglio 5th, 2006 at 5:58 pm
  12. Grazie per la segnalazione. Ho verificato e ne sono orgoglioso!

    Drago - Luglio 5th, 2006 at 7:04 pm
  13. eh eh da quando sanno chi sono hanno tutti molto più rispetto: uno ritira, l’altro si scusa (ma di che?) questa sì che è vera mafia letteraria

    pedigoldo - Luglio 8th, 2006 at 1:50 pm
  14. È vero, siamo mafiosi fino al midollo :)

    Cano - Luglio 8th, 2006 at 2:41 pm

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